Molte stagion' di ghiaccio, e ancor di fiori,
sempr' agghiacciando, e sempr' ardendo ho corse
da che 'l verme d'Amor il cor mi morse,
cagion de' miei soverchi aspri dolori.
Da indi in qua, d'ogni speranza fori
d'aver mai tregua, quanto in ciò m'occorse
scrissi piagnendo, e della vita in forse,
ancor travaglio in mille strani errori.
E ben che veggia, come fatto veglio,
cangiato ho il pelo, e quasi giunto a riva,
abbia di vita omai o nulla o poco,
pur forza m'è ch'al suo voler i' viva,
e sì da lunge innanzi abbia lo speglio
di quell'eterno d'i begli occhi fuoco.