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1472–1555

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Marc'Antonio Epicuro

Ogni loco m'attrista ov'io non veggo quell' unico splendor, quell'alma diva da cui lontan or spasim'or vaneggio. E se sta l'alma di sua grazia priva,

la speme del tornar, che in cor mi nacque, è stata 'nsino a qui cagion ch'io viva. Mai altro oggetto agli occhi miei non piacque, se non la vista di que' sacri lumi,

e ciò che vidi dopo lor mi spiacque. E se mel vietan le montagne e i fiumi, m'appresenta 'l desir que' modi adorni, acciò che 'l rimembrar più mi consumi.

Io conto l'ore, li momenti e i giorni, e dico al bel desir fra tante pene, chi sa s'a miglior tempo ancor ritorni. Non so qual vita il viver mio mantiene,

né come l'alma mantener si possa, s'è sì debole 'l filo a cui s'attiene. Quante volte in sospir la lingua ho mossa con dir ch'io fossi in quel venir beato,

o spirto ignudo, o uom di carne ed ossa! Non son lontan da voi nel modo usato, ma fra novi martìr son fuor de' sensi, né so quanto mi viva in questo stato.

Però, Madonna, al viver mio conviensi il veder voi, ch'altro già mai non chieggio che un non so che da gli occhi vostr'immensi, che ogni loco m'attrista ov'io non veggio.

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