O di scïentia gran volume e carta,
o studio di Parnaso, il vostro danno
me pesa e dole, e a color che sanno
la vostra fama e la virtù già sparta.
Contento son che io con voi comparta
i caliddi sospir', ch'al cor ne vanno:
ivi con lui a lamentar se stanno
dil vostro male, che le membra squarta.
La vostra vita non abiati a schivo,
ché 'l Signor nostro volta la sua umbra:
la secca foglia fa, di verde, bianca,
e la soa forza fa, di morto, vivo.
Secur<o> siati di tornare a l'umbra
sotto Colei che di veder non stanca!