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1370–1429

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Malatesta Malatesti

Glorïoso Signore, in cui riluce, come in perfecta iddea, la tua factura; del mondo general ministro e duce; eterno, perché in te non si misura

né futur né passato, anzi presente sempre risplende in te la creatura; o Padre fecundissimo e potente, che mai non manchi generar quel Verbo

che prese carne per l'humana gente! Non se inalzò come l'angel superbo, anzi in forma di servo visto fue, sostenendo per noi martìre acerbo,

l'Amore el qual procede d'ambedue: Spirto vivificante, unde resulta tre persone e un Dio, ché non è piùe! Esser vuol mente ben purgata e culta

ch'apprenda tant'altezza, né esser puote, se non è alma ben di gratia fulta. O anime purissime e devote, levate l'intelletto a tal mistero,

a ciò che le speranze non sien vote, sforzate specular col cor sincero che non gustaste mai magior piacere, perché nulla dolcezza passa il Vero!

Chi somma verità vuol possedere, ne la essenza divina la ritrova, ché altrove seria vano ogni pensiere: o sicura ricchezza, in che si prova

gaudio infinito, interminabil bono, ove la gloria d'uno a tucti giova! Sollazzi, feste, balli, canti e sono in la cictà del gran Re sempre abonda,

e lui è insieme donatore e dono. Siede presso di lui quella gioconda, humile Ancilla, Donna celestiale, piena di gratia e carità profonda.

O felice colui che sotto l'ale de lei si posa, che non teme pioggia, caldo, freddo, tempesta o vento australe! Madre de' peccator', Madre ove alloggia

somma bontà, pietà fuor di misura, e dell'humana spetie sosta e poggia! Per la tua humiltà, Vergene pura, s'aperse i cieli, e 'l to dolce factore

discese in terra e fessi tua factura. Bene è beato quel che pone il core a contemplarti, perché se' la torre, refugio e rocca d'ogni peccatore;

chi gratia aspecta, e a te non ricorre, e spera senza te vita beata, vola senz'ale, e senza piedi corre. Fa ch'io mi strugga, o nobile advocata,

e languisca d'amor nel dolce lato ove nostra salute fu causata! Intorno a quel consiglio sì presiato nove ordini di spirti eletti gira.

El primo è tutto acceso e infocato de la gran carità che Dio li spira: Seraphin' è chiamato, e esso accende gli altri, e infiamma al Ben che sì desira.

Cherubin' è il secondo, e vo' ch'entende: plenitudine è detto di scïenza: l'interpretatïon questo comprende. Illuminato è da la Somma Essenza,

e esso alluma gli altri, e questa dote per lo comunicar prende excellenza. El terzo è Troni in queste sancte rote, ove la diva excelsa monarchia

porge le sue sententie aperte e note, sedendo a giudicar senno e follia, punendo e premïando, e li predecti ordini tre fanno una gerarchia.

Poi, sopra gli altri spirti benedecti le Dominatïon' han magistero, e tene el quarto loco fra i perfecti; el loro offitio è che 'l prelato intero

governi con virtù gl'inferïori, e questo gliene dà forza e pensiero. El quinto è Principati in tali honori, e conforta che sieno reverenti

e sottoposti tutti ai lor maggiori; e tal nome ha perché principalmenti riduce tutti al principal Initio, e humili, devoti e obedïenti.

Le Potestadi segue al sexto offitio, e queste ci dà forza che li rei spirti non ci conduca a precipitio, difendendo da molte doglie e omei.

E così la seconda gerarchia è terminata al fin degli ordin' sei. Séguita in tanta dolce psalmodia le Virtuti, nel septimo s'accende

(e questo è lor misterio e vigoria) a far miraculi e virtù, in che splende principalmente lo Divino Amore, e da quello vigore e forza prende.

Arcangel' trovi nell'octavo honore, e sonno i summi numptii, e comanda come principi all'infimo splendore. L'ultima spera Angel' s'adimanda,

che sonno messi a nuntïare in terra la volontà di Quel che giù li manda; e al cerchio propinquo lume afferra, e essi alluma noi, guarda e difende,

purché vogliamo, da tempesta e guerra. Quivi finisce, e più là non s'extende la terza girarchia. Hora varchiamo oltre quanto che Dio lume n'accende.

Dall'una parte siede el padre Adamo, Abel, Melchisedech, el gran Noè, Abram, David, come nöi troviamo, e l'altri antichi fermi in vera fé;

poi sta nel mezzo, com'io pongo in metro, el Baptista, propinquo al Sommo Re, che mai surse magior prima né retro. Da l'altra parte posa in loco electo,

principe degli apostol', Simon Pietro, Paulo, Giovanni e 'l ceto benedecto de' discipul' di Christo uniti e puri, e l'innocenti accepti al Sir perfecto;

Stefano con Lorenzo, sì securi, con tant'altri che corse al ver martiro, che non è lingua che 'l dica o figuri: mille migliara, ch'ognun più che viro

sofferse tal' tormenti e tal' dolori, che non è acto human, ma proprio miro. Séguita i nobilissimi doctori col collegio presiato e lunga schiera

delli humili e devoti confessori. Fra gli altri, equale al gran Baptista, v'era Ieronimo, mio dolce e car signore, li cui bei detti al mondo è una lumera;

monaci e heremiti con stupore, Benedecto e Francesco, caldo e pieno di quella carità che i passò il core. O padre, quando io penso, vengo meno,

a tanta fede, che Dio omnipotente te sigillò le man', li piedi e 'l seno! Bene el predisse el doctor de le gente, a' Galathi scrivendo con tant'arte:

di te prophetizò veracemente. Hora el femineo sexo si comparte puro e devoto, e comenzo da quella Maria ch'elesse già l'optima parte,

Magdalena devota, sancta e bella, Agata con Agnese e con Lucia, Caterina che luce più che stella, con tucte l'altre donne in compagnia.

Ultimamente alfin vi si comprende parvuli baptizzati in dricta via. Hor qui fo punto, ché piu là non tende tenebroso intellecto e rude canto,

ché steril terra poco fructo rende. Sia gloria al Padre, al Figlio e al Spirto Santo.

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