Dilecto a Dio, apostol vero e sancto,
io vengo a visitar tuo tempio degno,
prima ch'io giunga a quel terribil segno
che l'alma solve dal tenace manto,
con ferma fede che dinanzi a tanto
iudice sie mio scudo e mio sostegno,
orando Quel che pende al sacro legno
per liberarne da l'antico pianto,
che non ricordi i miei gravi peccati
né de' miei patri, né prenda vendetta
de li miei vitii e de la mia vanezza.
Ecco, in peccato mia carn'è concepta,
el cor contrito e humile non sprezza,
e li tuoi prieghi a·llui sempre fien grati.