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1370–1429

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Malatesta Malatesti

Se quelle dolci rime, ove fondai già mille volte i miei sospiri acerbi, aiutasse la lingua, i polsi e' nerbi, come già fece in altre opere assai,

io piangerei i miei dolenti guai con tanta melodia, termini e verbi, che volgerebbe i tigri aspri e superbi a pietade non vista o udita mai.

Ma come fan gli amici non sinceri, che volge il dorso al tempo fortunale, over come chi scorge un grato sogno, che, svegliato, relinque i car' pensieri,

così voi, rime false e disleale, m'abbandonate nel magior bisogno.

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