O gratïosa effigie in cui mi specchio,
e sol di quel piacer cibo la mente,
forma celeste, viso rilucente,
che arte o natura mai fece el parecchio!
Con tutte le mie forze io m'apparecchio
ad exaltar la tua fama excellente
fra le propinque e le rimote gente,
con heroïco stil, pesato e vecchio.
Invoco adunqua te mi facci degno:
el mio intelletto a tanta opera surge,
che non porria, se da te non procede.
Troppo excede l'impresa al basso ingegno,
m'a l'alta fantasia m'accende e urge
la tua benigna gratia e la mia fede.