Io non credëa mai porger più dito
a la penna, per scriver canto o rima,
perch' el mi par trovar che i savii stima
che sia vano operar poco gradito,
ma per udire il tuo parlar polito,
in che vive sententia tanto opima,
forza mi spenge, a ciò che da la cima
dell'alta tua eloquentia io sia perito.
Piacciati, adonqua, d'alcun tuo bel dicto,
che pasca questa smisurata voglia,
un dolce cibo il gusto mio riceva.
Io corro a te, però che 'l core afflitto
spera che tu saprai trarlo di doglia,
s'amor ti punge come già soleva.