Hor fuss'io stato, cruda donna, un sasso
quand'io te vidi prima al sacro tempio,
o fusse stato un tigre acerbo e empio
quando di te infiammai, misero e lasso!
Io non serei d'ogni baldanza casso,
di pene e di sospiri al vulgo exempio,
che di lamenti e strida el mondo rempio
né muto senza pianto un picciol passo.
Tu mi se', vita, morte e, morte, vita
saresti grata al sventurato amante
senza consiglio, spen, conforto o aita.
Ben fu infelice l'ora quando infante
al mondo apparsi, e 'l luoco dov'io giacqui,
e la stella crudel sotto cui nacqui.