Domine, exaudi orationem meam, per quella eterna generatïone che fai del Verbo, e la processïone che da te e da lui fa el Spirto Sancto.
Abscide a servo voluntatem ream, che mi sperona tanto, che vecchio in doglia e pianto ridotto sono, in gran confusïone.
Abbi pietà di mia vil conditione: tu mi formasti del limo di terra, subtratto per Adam da gli alti honori. Trammi di tanta guerra;
misericordia chiedo de' mie' errori, o re dei re e signor dei signori! Domine, exaudi orationem meam, per quella carità che 'l tuo figliuolo
mandar te mosse dallo excelso polo nel ventre de la vergin glorïosa. Abscide a servo voluntatem ream, ché vita vitïosa,
obscura e tenebrosa ho sequita con fraude, inganni e dolo. Non mi sforzai giamai levarmi a volo, anzi coi piei piombati al centro ruo.
Sana, Signor, la mia crudel ferita: tu sai ch'io so' pur tuo. Fontana di pietade, ora m'aita: principio, fine, duce, archimandrita.
Domine, exaudi orationem meam, per l'abitar palese che 'l tuo nato fece con noi, cotanto humilïato, ch'essendo Dio, prese forma di servo.
Abscide a servo voluntatem ream, che con duro e acervo animo, e sì protervo, seguita ho sempre, avolto nel peccato.
Nel ceno voluptuoso e imbrattato sol la tuo gratia può qui sublevarmi, che soccorse al ladrone e a Maria. Inclìnati a salvarmi:
molto è più tua bontà che mia follia, termine, vita, veritate e via! Domine, exaudi orationem meam, per quella morte che, confitto al legno
le mano e' piedi, a noi promesse regno, el lato aperto manante acqua e sangue. Abscide a servo voluntatem ream: venenosa com'angue
la rasion trista langue senza consiglio, aiuto over sostegno. Di giorno in giorno, a passo a passo, vegno deteriorando mia vita e costume.
L'alma, mal consüeta al ben, s'arretra, se tu non mi dai lume a trarmi de la nube obscura e tetra, splendor, ymago excelsa, angular petra.
Domine, exaudi orationem meam, per lo resurger che fe' de la fossa el terzo giorno per sua propria possa, apparendo ai discenti e a Magdalena.
Abscide a servo voluntalem ream, che per forza mi mena in tormenti e in pena a la vita bestial dal ben rimossa.
Tutt'i miei membri, nervi, polpe e ossa per lo frequente errar corre a ruina: provedi, Salvator, 'nanzi la morte, a quest'alma meschina,
falla salir per gratia a la tua corte, o sommo bene, padre eterno e forte. Domine, exaudi orationem meam, per l'ascender che fece in cielo impero
al destro lato tuo, Dio vivo e vero, e discipul' cernenti e admirando. Abscide a servo voluntatem ream, che né come né quando,
per lo mondo vagando, abbia trovato mai il dextro sentiero. Ogni mia cura e ogni mio pensiero ho sempre posto in diletti carnali;
fasto e ambitïon mi grava il fronte. A questi tanti mali provede col liquor de la tua fonte, alpha e O, pastor, sèmita e monte.
Domine, exaudi orationem meam, per lo spirito sancto che mandasti insieme con Yhesù, quando illustrasti el cor di tuoi discipuli e fedeli.
Abscide a servo voluntatem ream, ché questi mortal' veli a la mente non celi el lume tuo ch'al mondo annuntïasti,
che l'universo tutto illuminasti: parlavano e doctor' di varie lingue, predicando alli Hebrei e a le gente. O mia speranza, extingue
con l'acqua sancta le mie piaghe ardente, propheta, porta, sole, omnipotente. Domine, exaudi orationem meam, per la sententia horrenda che fia, quando
el tuo figliuolo verrà iudicando el seme humano in la sua maiestade. Abscide a servo voluntalem ream, ché gli occhi d'umor made
del timor che me invade le mie dire peccata examinando. Quando la tromba chiamarà, sonando: — Surgete, morti, venite al giudicio! —,
omè, Signor possente e reverendo, guardami dal suplicio! Padre, Figliuolo e Spirto: un Dio stupendo, terribile, admirabile e tremendo.
Dinanzi al tribunal del Sommo Sire, canzon facta con lacrime e dolore, ingégnati salire: pulsa, cerca, domanda al Creatore
gratia, merzé e pietà del tuo fattore.
Cookies on Poetry Cove