Per dupplicata e greve pena mia
tu m'apparisti di forma celeste,
venuta qui in questo globo terreste
per mostrar quanto in te può leggiadria:
un modesto acto, una sembianza pia,
un portamento fuor di cose inceste,
qual ogni dì si rinovella e veste,
tal ch'al mondo già mai simil non fia.
Tu n'obumbrasti l'acto mio visivo
per il mirar del radïante obiecto,
ch'un vel mi parse aver inanzi agli occhi,
ch'io ne son morto, ove in pria ero vivo,
e 'n me medesmo assai volte ristrecto,
che par di meraviglia il cor mi fiocchi.