Animoso, superbo, empio Gigante,
Che a la rocca del ciel guerre movesti,
Or sotto questa terra, e sotto questi
Sassi, del grande ardir teco ti vante;
Se tu sapessi quante grazie, e quante
Bellezze, e quai virtù nove e celesti
Premon le spalle tue, forse diresti:
Più bello è il peso mio di quel d'Atlante.
Quel che tôr ti dovria, Giove ti porge,
Serbando su 'l gran monte, ond'ei t'atterra,
Quanta ha ricchezza il mondo, e 'l ciel ne scorge.
Dentro la pena il guiderdon si serra,
Dal perder tuo maggior vittoria sorge,
Sostieni un novo ciel chiuso sotterra.