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1510–1568

XXV.

Luigi Tansillo

Amor m'impenna l'ale, e tanto in alto Le spiega l'animoso mio pensiero, Che, d'ora in ora sormontando, spero A le porte del ciel far novo assalto.

Temo, qualor giù guardo, il vol troppo alto, Ond'ei mi grida, e mi promette altero, Che se dal nobil corso io cado, e pero, L'onor fia eterno, se mortale il salto

Che s'altri, cui disio simil compunse, Diè nome eterno al mar col suo morire, Ove l'ardite penne il sol disgiunse, Il mondo ancor di te potrà ben dire:

Questi aspirò a le stelle, e s'ei non giunse, La vita venne men, non già l'ardire.

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