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1510–1568

XXIII.

Luigi Tansillo

Quanto a voi deve il grande augel di Giove, Che, col favor di vostre ardite antenne, Spinge sì lunge l'onorate penne, E vede nove terre, ed onde nove?

Per voi, Signor, sen vola in parte, dove Mai più presso al Sol gli occhi non tenne, Da che, scacciato dal suo nido, venne A rifarlo colà, donde oggi move.

L'Ellesponto allargossi, e onor li feo; Strinsersi insieme, e chinâr l'alte cime Quante montagne abbraccia il vasto Egeo. A Caria, a Frigia, a quanto il Turco opprime,

Diè speme di spezzar giogo aspro e reo, E il mondo ornar de le sue leggi prime.

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