Che debbo far? che mi consigli, Amore? Poi che, morendo, m'ha lasciato cieco Quella che fu del secol nostro, onore. Amor, che mi consigli? Io parlo teco:
Non mi rispondi? Ohimè! se ben t'avvedi, Gran cagione hai di dover pianger meco. Portar l'arco e gli strali sotto i piedi Dovresti, e pianger sempre, o sconsolato;
Caduta è la tua gloria, e tu nol vedi. Poi che sì duro sei, l'acerbo fato Piangerò solo. Ma qual pianto ahi lasso! Potria agguagliare il mio doglioso stato?
Nude son le mie rime e 'l mio stil basso; Pur ragionando del mio grave duolo Dovrian de la pietà rompere un sasso. Ma voi, donna gentil, che alzata a volo
Godete ognor fra l'anime beate, E me lasciate giù misero e solo, Per quella ben gradita alma onestate, Che vi fe' scala al ciel, vincavi alquanto,
Angel nuovo, lassù di me pietate: Date le caste orecchie al mesto canto, Ai versi miei, per vostra dipartita Volti subitamente in doglia e in pianto.
Benché dal nostro mondo or siate uscita, Sempre sarete, qual già foste, pace, Lume, e riposo di mia stanca vita. E se sperasse Amor con nova face,
Spenta la vostra, riscaldarmi mai, Vive in speranza debile e fallace. Anzi se qui nel mondo io mi restai, E ne le mani e ne' begli occhi vostri
E i miei cari pensieri o 'l cor lasciai. Or che splendete su i stellati chiostri V'adoro, e vi consacro, alma mia diva, Ingegno, tempo, penne, carte, e inchiostri.
E se 'l ciel senza voi vorrà ch'io viva, Spero che molti dopo noi diranno: Beati gli occhi che la vider viva. Ma temo che i dì miei pochi saranno,
Per quel ch'io sento; l'anima ad ogni ora Pascendosi di duol, d'ira, e d'affanno. E certo essendo voi del mondo fuora, Ne le cui mani stava ogni mia sorte,
Gran meraviglia è come vivo ancora. Non moro, acciò che 'l viver mi sconforte; Ben mi posso lagnar di te, natura, Ché in Dee non credeva io regnasse morte.
Quelle due stelle, e quell'onesta e pura Fronte più che 'l ciel chiara, e quel bel volto, Chi pensò mai veder far terra oscura? Ma benché ingiusta morte, avendo sciolto
L'inclito spirto da la bella spoglia, In un momento ogni mio bene ha tolto, Toglier non mi potrà l'ardente voglia D'amarla: e fin che l'alma esca dal core,
Non vo' che da tal nodo Amor mi scioglia; Ché buon fin fa chi bene amando muore.
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