Signor, non come agli altri, a caso venne
Il nome illustre a voi di Scipione,
Ch'al merto vostro con maggior ragione,
Ch'a quanti il preser mai, forse convenne.
Chi mai qual voi la bella Astrea sostenne
In piè, ch'ora iva zoppa, ed or carpone?
Più saldo appoggia, e più secur bastone
Di voi virtù già vecchia unqua non tenne.
E 'l mio Signor, del ponderoso Regno
Riposa sopra voi le maggior some,
E riposar le sue vi puote Atlante.
Così vedessi io le real sue chiome
Un dì gravar tante corone, a quante
Nel valor vostro ei si faria sostegno.