Mentre arse del mio cor la fiamma viva,
Spesso, Terminio, come Amor gli spinse,
Cantò il mio plettro, e la mia man dipinse
Note, che forse alma gentil gradiva.
Ma, poi che il lungo incendio, ond'io languiva,
Pioggia di sdegno, e sì repente estinse;
Né lingua snodò più, né penna strinse
Mia Musa, per lodar cosa, che viva.
Questa del Tebro Rosa, a cui 'l felice
Arabo ciel s'inchina, egli è ben degno
Ch'onori ogni uom, che d'amor scrive, e dice;
Ma più il vostro tranquillo e chiaro ingegno:
Che al mio cruccioso e fosco altro non lice,
Che scriver d'ira, e ragionar di sdegno.