Chi generò tra gli alti e bei desiri,
Onde avete, Alessandro, il cor sì pregno,
Desio dei versi miei? ch'io stesso sdegno,
Siccome quei, che nascon di martiri.
Svelle dall'alma il suon dei miei sospiri
Forza d'amor, non già virtù d'ingegno:
Non han favor di muse, onde sia degno,
Ch'io gli faccia varcar l'onde di Liri.
Fate voi risonar per ogni lido
La vostra altera tromba, onde ne goda
Il Tebro, il Mincio, il re dei fiumi, e l'Arno.
A me fia assai, lungo il Sebeto, e il Sarno,
Gonfiar l'umil sampogna, sì che m'oda
Vulturno, Crate, Silari, ed Aufido.