Valli nemiche al sol, superbe rupi,
Che minacciate al ciel; profonde grotte,
D'onde non parton mai silenzio e notte;
Aer, che gli occhi d'atra nebbia occùpi;
Precipitosi sassi, alti dirupi,
Ossa insepolte, erbose mura e rotte,
D'uomini albergo, ed ora a tal condotte,
Che temon' ir fra voi serpenti e lupi;
Erme campagne, abbandonati lidi,
Ove mai voce d'uom l'aria non fiede;
Spirto son io dannato in pianto eterno,
Che fra voi vengo a deplorar mia fede;
E spero alfin con dolorosi stridi,
Se non si piega il ciel, muover l'inferno.