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1510–1568

XLI.

Luigi Tansillo

Vaga la fera Parca del mio pianto, Mosse vêr donna, ch'Amor diemmi in sorte, Per far le fila dei bei giorni corte, E 'l nodo scior, che strinse Imeneo santo;

Ond'io sul caro sen piansi cotanto, Che fei viva pietà nel cor di morte. Quanto dovrete voi pianger più forte? Che farà il colpo, se il timor può tanto?

Ma dolce a voi, Signor, fido rifugio Riman nel duol, le note alte divine, Ch'amor vi desta, e i bei concetti vostri. Io con l'umor degli occhi impetrai indugio

All'altrui vita e corso, ch'avrà fine; E voi l'eternerete con gl'inchiostri.

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