Qual uom, che giace, e piange lungamente
Su 'l duro letto il pigro andar de l'ore,
Or pietra, or carme, or polve, ed or liquore
Spera, ch'uccida il grave mal, che sente.
Ma poi, ch'a lungo andar vede il dolente,
Ch'ogni rimedio è vinto dal dolore,
Disperando s'acqueta, e se ben more,
Sdegna ch'a sua salute altro si tente.
Tal di sperar molti anni ebbi ardimento,
Ch'oblio, ragion, disdegno, e lontananza
Saldasser le mie piaghe: or me ne pento.
Poiché fin qui fu vana ogni speranza,
Io cedo al mio destino, e mi contento
Languir tutta la vita, che m'avanza.