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1510–1568

XCVI.

Luigi Tansillo

Cessa dal suon d'amor, fiebil mio legno, Trova voci conformi al grave duolo, Poi che il mio stile è destinato solo A gridar d'ira e rimbombar di sdegno.

Sperai non con le penne del mio ingegno, Ma con l'ali d'Amor levarmi a volo, E il nome che cantando onoro e colo, Portar di là dov'Ercol fisse il segno.

Aveami a tanta speme dato ardire Il grazioso pegno che Amor diemmi Allor che 'l mio pensier poggiava altiero. Or, poi che si cangiò l'altrui desire,

E sdegno tronca l'ali al bel pensiero, Speme, soggetto, e stil cangiar convienmi.

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