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1510–1568

XCV.

Luigi Tansillo

Se il ben, donna crudel, m'avete tolto, Che mi solea far gioia ogni dolore, Toglier non mi potrete mai dal core Né il mio fermo voler né il vostro volto.

Se l'onesto gradirmi in sdegno è volto, Sarò qual fido cane al suo signore, Che, benché sia de' suoi legami fuore, Pur segue l'orme sue vago e disciolto.

Pioggia di sdegno, ovver neve d'oblio, Che le fiamme d'amor smorzan sì spesso, Non scemeran mai quelle del cor mio. E, se al seggio primier non son rimesso,

Perché ciò che a voi spiace odiar debb'io, Mi sarà forza ancor che odii me stesso.

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