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1510–1568

XCIV.

Luigi Tansillo

Pianta gentil, mentre nel mondo regna Amor, vivan tue chiome e verdi e folte, Poi che spargesti le ricchezze occolte Che l'alto possessor mostrar non degna.

Tu spiegasti d'Amor l'altiera insegna, Per te fur l'auree trecce al vento sciolte: Deh! che m'avessi allor le luci tolte Per non mirar giammai cosa men degna!

D'allor, se io dormo o vegghio, seggio o vado, In quel caro gioir lieto soggiorno, A tutti altri pensier troncando il guado. Io vidi il sol tinto d'invidia e scorno

Attuffarsi ne l'onde: a mal suo grado, Ov'ei lasciò la notte, apparve il giorno.

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