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1510–1568

XCIII.

Luigi Tansillo

Entrò per gli occhi vostri e più non riede, Donna, il mio cor. Ben dolce è chi il ritiene! Se tai son le finestre e sì serene, Onde vostra bell'alma splende e vede;

Ella, che dentro signoreggia e siede, Or qual dunque sarà? S'ei più non viene, Maraviglia non è, ché maggior bene Dentro trovò di quel che fuor si crede.

Questo sol, questa luna, e queste stelle, Che splendon fuor del ciel; non ne dan segno Che dentro ha cose via più chiare e belle? Godi dunque, cor mio, di sì bel regno,

Mentre Amore e Fortuna non ten svelle, Perché di tanto onor sei troppo indegno.

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