Poi che del viver mio tranquillo e lieto
Apre le porte Amor che Sdegno chiuse,
Piacciavi che il mio canto, o sacre Muse,
S'oda tra il vostro eterno e bel laureto.
Tenuto m'ha il dolor gran tempo cheto;
Or che il muto silenzio in tutto escluse
Dal petto mio, che il vecchio ardor v'infuse,
Odami il gran Vesevo e il bel Sebeto.
Per la cetra d'Apollo e per le nove
Sedi che avete al bel Parnaso, o dive,
Date l'acqua al mio stil che da voi piove.
Mentre la lingua canta e la man scrive,
Fate che il suon de le mie voci nove
Al gran valor de la mia donna arrive.