Non vi scaldi, Signor, fiamma di degno,
Se 'l vostro occhio real raro mi vide,
Perché quando fortuna a voi più arride,
Allor io meno a celebrarvi vegna.
Basti che sovra l'onde, e sovra il legno
Io sia con voi, taccia Nettuno, o gride,
E salti e corra dietro a mille guide
Di destrier in destrier, di regno in regno,
Che con voi resti il ferro, e che vi segua
Ai travagli, ai perigli, ed all'accuse,
E che mai già da voi non si dilegua.
Quando a Marte portate queste scuse,
Piacciavi, ch'io negli antri anco vi segua
E mi sieda or tra donne, ed or tra muse.