Chiaro Ruscelli, il cui bel corso indarno
Tenta invidia turbar, morte por freno,
Antidoto secur contra il veleno
Letal di Lete, ond'io talor mi scarno,
Lodan vostra inclit'opra il Tebro, e l'Arno,
L'Apennin, l'Alpe, il mar d'Adria, e 'l Tirreno;
Ma più che l'acque illustri, e 'l bel terreno,
Il mio Vesevo, il buon Sebeto, e 'l Sarno.
Poi che a Donna, ch'ornò l'ardenti falde
A l'un di fior nascendo, a gli altri l'onda
Arse d'amor, sacrate eterno tempio;
Quai fur pietre giammai sì vive, e salde,
Come saran le carte, ove ei si fonda,
Contra i denti del tempo ingordo ed empio?