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1510–1568

VI.

Luigi Tansillo

L'orribil notte, che le rose asperse Fur del bel volto tuo d'eterno gelo, E la bell'alma si spogliò il bel velo, Onde tre lustri a pena si coperse,

L'armonia, Delia, in pianto si converse, Ch'arder fea il mondo d'onorato zelo, Coprì di nubi i suoi tanti occhi il cielo, Che i tuoi veder già spenti non sofferse.

Le Ninfe di Sebeto, e di Nereo Velate il crin di pino, e di cipresso, Pianser l'indegno fato acerbo, e reo. E tu, dapoi che 'l mondo ti perdeo,

Rallegri i campi elisii, e teco hai spesso Da l'un lato Anfion, da l'altro Orfeo.

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