L'orribil notte, che le rose asperse
Fur del bel volto tuo d'eterno gelo,
E la bell'alma si spogliò il bel velo,
Onde tre lustri a pena si coperse,
L'armonia, Delia, in pianto si converse,
Ch'arder fea il mondo d'onorato zelo,
Coprì di nubi i suoi tanti occhi il cielo,
Che i tuoi veder già spenti non sofferse.
Le Ninfe di Sebeto, e di Nereo
Velate il crin di pino, e di cipresso,
Pianser l'indegno fato acerbo, e reo.
E tu, dapoi che 'l mondo ti perdeo,
Rallegri i campi elisii, e teco hai spesso
Da l'un lato Anfion, da l'altro Orfeo.