Par che sì dolce e sì pietosa spiri
aura dal casto petto, d'ora in ora,
che rasserena il ciel, la terra infiora,
e versa nel mio cor pioggia e martìri.
Quand'escon quei soavi, alti sospiri,
anima, del ciel vaga, esci tu ancora,
perché siam certi ch'all'uscir di fora
avrai chi innanzi a Dio ti scorga e tiri.
A schiera quei sospir volano al cielo;
onde fra lor nascosta ir ten potrai,
le nebbie de' tuoi error lieta sgombrando.
Squarcia, misera, dunque, il mortal velo,
e siegui lor. Qual alma, trionfando,
entrò nel ciel con tanta gloria mai?