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1510–1568

SONETTO XXXIV

Luigi Tansillo

Lascieran l'onde il mar, l'arene il lido, verran le fere ad abitar nell'acque, il Tebro andrà a morir là, dov'ei nacque, sul foco andran gli uccelli a far il nido;

arco né face non avrà Cupido, caro al geloso fia quant'altrui piacque, leal serà colui cui fede spiacque, queto il desir uman, l'inganno fido;

verran donne, ch'il bello in voi raccolto e vostre alte virtù vincan d'assai; seran gli occhi del ciel senza splendore; tutto al contrario andrà, prima ch'io mai

odii il bel nodo, o non adori il volto “e il nome che nel cor mi scrisse Amore”.

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