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1510–1568

SONETTO XXVII

Luigi Tansillo

Mentre d'Amor, come mia stella volse, gravosa signoria l'alma sofferse, in vario stil sue pene al mondo aperse, e cantando e piangendo ella si dolse.

Poiché dal carcer suo sdegno la sciolse, e nel fiume letèo nuda l'asperse, in nova gioia il vecchio duol converse, ed al pianto ed al dir tutta si tolse.

Or, che la stringa un'altra volta, chiama, vedendo quant'è mai l'ozio e l'oblio a chi pregio ed onor fra gli altri brama. E certo, benché allor fusse il desio

più di sfogar il cor, che d'aver fama, non era senza gloria il pianger mio.

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SONETTO XXVII · Luigi Tansillo · Poetry Cove