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1510–1568

SONETTO XXI

Luigi Tansillo

Perché s'appaghi del perduto sole qualunqu'uom vive in tenebre sepolto, quel ben, ch'a gli occhi suol mancar del volto, ai lumi de la mente accrescer suole.

A me, perché nel duol non mi console, fu, col veder, l'ingegno d'ombre avvolto, né fu sì tosto a gli occhi il lume tolto, ch'a la lingua mancaron le parole.

Io non pensai da indi in qua né dissi cosa d'onor; ma, lacrimando, in sdegno, in tenebre, in silenzio e 'n dolor vissi. Parvi, dunque, fallir di scusa degno,

che sì gran tempo io non cantai né scrissi, se, fuggendo il mio sol, fugge l'ingegno?

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SONETTO XXI · Luigi Tansillo · Poetry Cove