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1510–1568

SONETTO XX

Luigi Tansillo

Non fu vano il romor che 'l mondo udiva, ch'er'io, lontan da voi, di vita sciolto; che parte in me dal dì non restò viva, che 'l vostro lume a gli occhi miei fu tolto.

L'alma, nudrita all'aria del bel volto, come di tanto ben potea star priva? Mancando il cibo, ond'ella si nutriva, io fui, tra pochi dì, morto e sepolto.

E s'a voi par ch'avanzi il creder nostro che rieda al carcer suo d'ond'era uscita, da voi nasce il miracol, ch'a voi mostro. Fu sì nel ciel l'alta pietà gradita,

che di mia morte apparve nel cor vostro, ch'al cener di quest'ossa impetrò vita.

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