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1510–1568

SONETTO XLV

Luigi Tansillo

Prendi quest'alma in grembo, e menal'oggi al duro scoglio, ov'il mio ben s'asconde, caro pensier: fa che l'afflitta abbonde del ben perduto e 'l piè già scarco appoggi.

Tu, dispregiando e campi e valli e poggi, vago ten corri, ov'il voler t'infonde: né minaccia di tuon né furor d'onde pon far ch'il mar non varchi o 'n ciel non poggi.

Tu nel passato riedi, e nel futuro passi sovente: a te nell'altrui regno temenza e gelosia non chiudon porte. Vivrò, dolce pensier, lieto e sicuro:

mentre avrà l'alma inferma il tuo sostegno, altro turbar non mi potrà che morte.

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SONETTO XLV · Luigi Tansillo · Poetry Cove