Leggiadri spirti, ch'onorato giogo
di cortesia m'avete mess'al collo,
e strettol sì, che rallentar non pollo
volger di ciel, né variar di luogo;
se i versi, ond'il mio duol cantand'io sfogo,
all'onor che voi dite, alzass'Apollo,
ai nomi vostri, che più d'altri estollo,
io non farei temer tomba né rogo.
Poiché a tanto non basto, io vi prometto
(e per quest'occhi giuro, ove si serba
il nume che quest'alma adora e cole),
che, mentr'io vivo, Andria terrò nel petto,
come vi tengo la città superba,
che fu degno oriente del mio sole.