Io mi vivea del mio languir contento,
e, se doglia portava al mondo sola,
un guardo, un riso, un cenno, una parola,
d'eterno oblio copriva ogni tormento.
Or che non veggio, senza voi, né sento
cosa ch'appaghi il cor, chi mi consola?
S'altro terren l'aura vital m'invola,
ond'avranno i miei spirti il nodrimento?
Riman solo il pensier, ch'in parte rende
ciò ch'altri toglie: ahi lasso!, e questo ancora
assai mi giova, ma via più m'offende.
Perché, quanto maggior pinge talora
il bel, ch'empia fortuna mi contende,
tanto più cresce il duol, che l'alma accora.