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1510–1568

SONETTO XLII

Luigi Tansillo

Io mi vivea del mio languir contento, e, se doglia portava al mondo sola, un guardo, un riso, un cenno, una parola, d'eterno oblio copriva ogni tormento.

Or che non veggio, senza voi, né sento cosa ch'appaghi il cor, chi mi consola? S'altro terren l'aura vital m'invola, ond'avranno i miei spirti il nodrimento?

Riman solo il pensier, ch'in parte rende ciò ch'altri toglie: ahi lasso!, e questo ancora assai mi giova, ma via più m'offende. Perché, quanto maggior pinge talora

il bel, ch'empia fortuna mi contende, tanto più cresce il duol, che l'alma accora.

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SONETTO XLII · Luigi Tansillo · Poetry Cove