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1510–1568

SONETTO XL

Luigi Tansillo

Era a cantar mia voce un tempo avvezza l'eccelse lode altrui, l'alte mie doglie: or quei legami, che pietà discioglie, la lingua e 'l cor m'annodan di dolcezza.

Onde tacer convien l'alta bellezza, cui lingua e stile ho consecrato e voglie. Amor, che giova il bel, poi che mi toglie quel poco che di me più il mondo apprezza?

E forse a gli occhi santi, ond'esce il seme de le dolcezze mie, parrà che 'l dono, che più ch'altri gradisco, io tenga a vile. Non vo', signor, che 'l mio diletto sceme:

tiemmi nel paradiso, ov'oggi io sono; ma, doppiando il piacer, doppia lo stile.

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SONETTO XL · Luigi Tansillo · Poetry Cove