Animoso, superbo, empio gigante,
ch'a la rocca del ciel guerra movesti,
or sotto questa terra e sotto questi
sassi del grande ardir teco ti vante,
se tu sapessi quante grazie e quante
bellezze e quai virtù nove e celesti
premon le spalle tue, forse diresti:
— Più bello è il peso mio di quel d'Atlante! —
Quel che tôr ti dovria, Giove ti porge,
serbando su 'l gran monte, ond'ei t'atterra,
quant'ha ricchezza il mondo, e 'l ciel vi scorge.
Dentro a la pena il guiderdon si serra,
dal perder tuo maggior vittoria sorge:
sostieni un nuovo ciel, chiuso sotterra!