Aura, che fresca dal ponente spiri
e corri il nostro ciel con lievi piume
(schermo che sol non m'arda e mi consume
fuor, come dentro al foco de' desiri);
se in quanto tu sorvoli e in quanto miri,
l'aria, la terra e l'acqua d'odor fume,
là, dove splende il mio celeste lume,
porta parte talor de' miei suspiri.
E se schivi sospir d'ardente foco,
perché del foco lor tu non avvampi,
e sia il tuo fiato grave a la stagione,
prendi quei ch'oggi van per questi campi,
che nascon di semenza di sospetto;
freddi via più ch'il vento d'Aquilone.