Pianta gentil, mentre nel mondo regna
Amor, vivan tue chiome e verdi e folte,
poi che spargesti le ricchezze accolte,
che l'alto possessor mostrar non degna.
Tu spiegasti d'Amor l'altera insegna,
per te fur l'auree treccie al vento sciolte:
deh! che m'avessi allor le luci tolte
per non veder già mai cosa men degna!
D'allor, s'io dormo o veglio, o seggio o vado,
in quel caro gioir lieto soggiorno,
a tutti altri pensier troncando il guado.
Io viddi il sol, tinto d'invidia e scorno,
attuffarsi nell'onde, e, mal suo grado,
ov'ei lasciò la notte, apparve il giorno.