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1510–1568

SONETTO LXXXVI

Luigi Tansillo

Poscia che 'l sol via se ne porta il giorno, e la terra di sé la notte svelle, vien vaga, luna, apri le luci belle, e fa del tuo bel volto il mondo adorno.

Pon mente al ciel, come mirando intorno, a ciascun passo par che ti rappelle; pon mente quanti eserciti di stelle attendon, desiosi, il tuo ritorno.

Le stelle, il ciel, la notte o l'ombre istesse ridono all'apparir del tuo bel viso; e le tenebre mie non son sì spesse. Mentr'io col guardo in te, col pensier fiso

miro in altrui, s'han fede alte promesse, non sono in tutto dal mio ben diviso.

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SONETTO LXXXVI · Luigi Tansillo · Poetry Cove