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1510–1568

SONETTO LXXXII

Luigi Tansillo

Quella notte sì lunga, ond'Ercol nacque (se fusse ver ciò che gli antichi han detto), ch'il sol, per non turbar l'altrui diletto, più de l'usato in seno al mar si giacque;

e quel sì lungo dì, quand'a Dio piacque, mosso a pietà del popol suo diletto, ch'ai destrieri del sol fuss'interdetto per tanto spazio d'attuffar nell'acque:

a lato a queste notti e questi giorni, ch'io passo qui fra tenebre e tormenti, elli furon brevissimi soggiorni. Ma s'ai begli occhi, e più ch'il sol lucenti,

amiche stelle vorran mai ch'io torni, le notti parrann'ore, e i dì momenti.

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