Non potrò star, per quel ch'io sento, guari
a cader sotto il peso, che mi preme,
poich'allentan le man Pietate e Speme,
e sostegni mi dan deboli e rari.
Occhi, ad altrui, più ch'a' voi stessi, cari,
occhi, ov'albergan vita e morte insieme,
non siate, or che son press'a l'ore estreme
(come già foste a miglior tempo), avari!
Saettate più spesso gli occhi miei;
e il dolce sguardo, ond'io fui prima punto,
più che mai dolce al fin mi punga o tocchi.
Amor; chi visse mai, com'io morrei,
se ferisseno il cor, tutto in un punto,
lo stral di morte e il raggio de' begli occhi?