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1510–1568

SONETTO LXXVIII

Luigi Tansillo

Simile all'ocean, quando più freme, è la mia vita. A lui contrari venti fan cruda guerra; io da sospiri ardenti son combattuto e da contraria speme.

Crescono l'onde in lui sì che l'estreme sponde risonan lungi: in me correnti fiumi di pianto, al suon de' miei lamenti, fanno un concento doloroso insieme.

Corron di là le navi a gran periglio; meco fanno i pensier mortal viaggio; ei si conturba; il petto mio si sface. A lui s'asconde il sol, a me il suo raggio.

In questo (ahi lasso!) sol non lo somiglio: ch'ei si tranquilla, ed io non ho mai pace!

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