Qual uom che trasse il grave remo e spinse,
gran tempo, in forza altrui, poi che da l'empio
tiranno scampa, lieto appende al tempio
il duro ferro, ch'il piè nudo cinse;
tal io da la prigion, dove mi strinse
Amor tre lustri, sciolto, il voto adempio,
e, per memoria del mio lungo scempio,
qui sacro la catena che m'avvinse.
O santo e forte Sdegno, la cui mano
in un dì spezzò il nodo, ch'in tant'anni
non bastò rallentar valore umano,
per mostrar le tue grazie e gli altrui inganni,
in vece di tabella, ecco il cor sano,
ov'è scritta l'istoria de' miei danni.