D'ora in or la speranza m'abbandona
ed a salti il timor dietro mi corre;
se pietà di là sù non mi soccorre,
egli in breve m'uccide o m'imprigiona.
Il mar batte nei monti e lunge suona,
o fuor de' lidi a lunghi passi scorre;
e da donde il mio legno vorria sciorre,
ivi di nubi il ciel più s'incorona.
Ed io, aspettando amica aura che spiri,
or guardo l'onde, or l'aria, e conto i giorni,
e temo farmi, sopra il lido, veglio.
Se, ingordi, il vento e il mar, del mio morire,
contendon ch'al mio ben mai più non torni,
il più tosto ch'io mora, serà il meglio!