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1510–1568

SONETTO LXXIV

Luigi Tansillo

O, mentre il vero lume ebbero a scherno queste luci, e de l'alma fur rubelle, note, vergate di splendor di stelle, ora scritte di ruggine d'inferno;

assai più del verace e dell'eterno credea che foss'in voi, che non han quelle che stampano là giù le tre sorelle, che de le vite umane hanno il governo.

Come fur preda de' rapaci venti vostre altere promesse, così voglio che siate cibo voi d'avide fiamme. Questa la pira sia de' miei tormenti:

arda con lor, rinchiuso in questo foglio, ciò che di lei ne la memoria stamme.

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