Skip to content
1510–1568

SONETTO LXXII

Luigi Tansillo

S'Amor mi fu di libertade avaro, ecco che Sdegno or m'è cortese e largo, già spezzo di mia man, non pur allargo, quei nodi che sì stretto mi legaro.

Con gli occhi, ond'arsi e tanto umor versaro, or su 'l mio foco acqua di Lete spargo. Più veggon questi due, che cento d'Argo, poiché la benda del desio squarciaro.

Il tiranno de l'alma, abbandonato da' seguaci pensier, cede lo scettro, e la Ragion rientra nel suo regno. Ond'io, lodando il mio felice stato,

con altra voce omai, con altro plettro quanto dissi d'Amor, dirò di Sdegno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO LXXII · Luigi Tansillo · Poetry Cove