S'Amor mi fu di libertade avaro,
ecco che Sdegno or m'è cortese e largo,
già spezzo di mia man, non pur allargo,
quei nodi che sì stretto mi legaro.
Con gli occhi, ond'arsi e tanto umor versaro,
or su 'l mio foco acqua di Lete spargo.
Più veggon questi due, che cento d'Argo,
poiché la benda del desio squarciaro.
Il tiranno de l'alma, abbandonato
da' seguaci pensier, cede lo scettro,
e la Ragion rientra nel suo regno.
Ond'io, lodando il mio felice stato,
con altra voce omai, con altro plettro
quanto dissi d'Amor, dirò di Sdegno.