Passano i lieti dì, come baleni,
e da mane precipitano a sera;
e tanto l'alma amareggiata e nera
lascian, quanto elli fur dolci e sereni.
I tristi muovon lenti; e mille freni
han l'ore, che l'adducon dove assera:
par che 'l motor della seconda sfera
sproni quegli, e Saturno questi affreni.
Mentre i begli occhi, ove t'annidi e voli
Amor, sin qui godea da presso, lievi
correano, quasi a gara, il dì e la notte;
or, ch'io piango lontan, le rote rotte
son d'ambo i carri; né la state brevi
fa le sue lune, né la bruma i soli.